Un uomo è stato narcotizzato dalla moglie con l’intento di derubarlo. La scoperta dopo i video girati dalla figlia. I fatti.
Per mesi avrebbe somministrato al marito gocce per l’insonnia, nascoste nel cibo, con l’obiettivo di derubarlo. Una vicenda dai contorni inquietanti che arriva da Genova e che ha portato all’arresto di una donna di 57 anni, accusata di maltrattamenti in famiglia. A ricostruire quanto sarebbe accaduto sono stati anche i filmati realizzati dalla figlia della donna e i suoi racconti. Si tratta di un caso molto simile a quello che ha visto un’altra donna narcotizzare un uomo ed evirarlo.

Narcotizza il marito per mesi: i fatti
Gli episodi più gravi si sarebbero concentrati negli ultimi due mesi, anche se le angherie, secondo quanto emerso, sarebbero proseguite per anni. A luglio il marito aveva cominciato a manifestare una stanchezza insolita, accompagnata da improvvisi colpi di sonno dopo aver mangiato. Al risveglio, inoltre, si accorgeva regolarmente che qualcosa era sparito: il telefono, il portafoglio e persino denaro appartenente al conto dell’anziana madre.
Di quelle sparizioni, secondo la ricostruzione, la moglie accusava proprio il marito oppure forniva spiegazioni. La situazione è cambiata quando l’uomo ha ricevuto una segnalazione dal proprio medico curante. Il professionista aveva infatti raccontato di essere stato contattato dalla donna, che gli avrebbe chiesto di prescrivere delle gocce contro l’insonnia da somministrare al marito.
I filmati fatti dalla figlia: la scoperta
A quel punto è emerso un altro elemento decisivo. La figlia della 57enne, nata da una precedente relazione, avrebbe filmato la madre mentre versava le gocce all’interno di un dolce destinato al consorte. Quando si è accorta di essere ripresa, la donna avrebbe reagito con rabbia.
Dopo aver compreso la situazione, l’uomo ha deciso di lasciare l’abitazione coniugale e di rivolgersi ai carabinieri. In seguito, la donna avrebbe raggiunto l’abitazione della suocera, dove il marito si era rifugiato, arrivando a rompere i vetri di una finestra nel tentativo di aggredirlo. I filmati e le testimonianze della figlia si sono rivelati fondamentali per ricostruire la vicenda.